26.07.2010
Saranno le donne afghane a perdere la guerra
di Marika Borrelli
Articolo sul New York Times: sul tavolo delle trattative per cercare di rimediare a questa guerra infinita verrà messa come posta la libertà delle donne contro lo smantellamento dei campi di addestramento di Al Qaeda in territorio afghano.
Con altre parole: i signori della guerra, i Taliban, sono disposti ad una tregua/pace con le truppe NATO in cambio della razzìa continua e continuata contro le donne nel loro Paese. È davvero così? Davvero?
Cioè, tutta questa guerra, tanti morti (compresi i nostri), e solo per avere il pieno controllo sulla vita delle donne? Per continuare a lapidarle, ammazzarle, ripudiarle, negare loro istruzione e diritti civili? È davvero stato possibile tutto questo macello in nome di una religione anti-femminile (nei suoi aspetti più retrivi) o solo del parossismo incontrollato - e lasciato allo stato brado - del maschilismo in quel posto del mondo?
Nessuno rappresenterà le donne nella trattativa, né generali, né diplomatici, né i Signori della Guerra, né i Pashtun, ci informa il NYT.
Se le donne non sono così importanti, tanto da considerarle razza inferiore, perché sono diventate una contropartita significativa? Gli ormoni valgono quanto le granate?
Mi verrebbe da ironizzare che si tratta di concedere al Taliban (che forzano per la Shaarìa, la legge religiosa come legge di Stato) un ‘campo di sfogo’. Come quando si divertono a semi-seppellire le donne e lapidarle sulla testa fino ad ammazzarle.
E pensare che in Italia c’è un maître a penser – pure seguito! - che invita no donne a fare uno stage in Afghanistan!
Se le trattative di pace (ma quale?) riuscissero a spuntarla sui diritti civili per le donne (ricordiamo che la Costituzione di quel Paese li garantisce già, per iscritto), “sarebbe la prima guerra imperialista della storia di liberazione delle donne”, dice Tariq Ali, esponente pakistano di sinistra. Accidenti.
Ricordiamo, sommessamente – ma lo fa anche il NYT - che nel 1980 furono gli stessi USA ad imporre una guerra islamica contro l’allora Unione Sovietica, con il risultato di allevare nugoli di terroristi e schiavizzare brutalmente le donne.
Ma non è che in Afghanistan si stava meglio quando stavano ‘peggio’? Postato da Redazione
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