06.09.2010 Dacci la tua opinione sul tuo volo - parte II
Ma allora insistono! Non gli basta che abbia scritto ovunque potessi di quel pessimo trattamento. Invito gli interessati a rispondermi, e i visitatori a non prenotare più. Che almeno il mio caso serva da esempio. o.b.
Da: eDreams Inviato: venerdì 3 settembre 2010 6.00 A: OLIVIERO BEHA Oggetto: Questionario di valutazione
Gentile Cliente, grazie per aver prenotato, nel corso di agosto 2010, il tuo volo su www.eDreams.it. Ti saremmo grati se ci dedicassi alcuni minuti del tuo tempo per rispondere ad un breve questionario di valutazione. La tua opinione è di fondamentale importanza per migliorare il nostro servizio e rendere l'utilizzo del sito sempre più semplice. Per accedere al questionario clicca qui.
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04.09.2010 Acqua in bottiglia? Meglio quella del rubinetto
La nostra acqua per un Parco più pulito La proposta progettuale del Parco Cinque Terre, per una nuova forma di consumo dell'acqua diretta, economica, di qualità e rispettosa dell'ambiente, sarà presentata al Castello di Riomaggiore, lunedì 6 settembre: alle 10 l'incontro con gli operatori, alle 18 quello con la cittadinanza.
“Oro blu” del terzo millennio e bene prezioso dell'umanità. Sarà l'acqua la protagonista del progetto in fase di sviluppo, pensato per far fronte all'ingente produzione di bottiglie e contenitori in plastica che ogni anno affollano letteralmente i cassonetti di questo piccolo lembo dell'estremo levante ligure...(continua) | Leggi tutto | 0 commenti per questo post | Commenta |
04.09.2010 I tentacoli del Ponte sul centro d’eccellenza dell’Ateneo di Messina di Antonio Mazzeo
I neolaureati dell’area dello Stretto non si erano mai illusi che con il Ponte avrebbero trovato stabile occupazione, ma certo non potevano immaginare che con l’avvio dei lavori sarebbero stati scippati dell’unica infrastruttura creata in ambito locale a sostegno di attività imprenditoriali giovanili innovative. Venerdì 10 settembre, nel cuore del Polo scientifico di Papardo dell’Università di Messina, andrà in scena l’ultima beffa dei Signori del Ponte. Un’intera palazzina dell’Ateneo, realizzata con i fondi della legge 208 del 1998 riservati «agli interventi di promozione, occupazione e impresa nelle aree depresse», destinata a fare da “Incubatore” di 46 aziende di giovani imprenditori e ricercatori universitari, sarà convertita nei “Nuovi Uffici Direzionali del Ponte”. Vi s’insedieranno la società concessionaria Stretto di Messina, Eurolink (il consorzio general contractor per la progettazione e i lavori), il gruppo statunitense Parsons Transportation (impegnato nel “project management” dell’opera). Il cambio di destinazione delle finalità d’uso dell’incubatore mai nato avverrà con un “protocollo d’intesa” che l’Università di Messina firmerà alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli e del plenipotenziario Pietro Ciucci, commissario straordinario del Ponte e presidente ANAS e della Stretto Spa...(continua) | Leggi tutto | 0 commenti per questo post | Commenta |
03.09.2010 Le grandi sfide d’autunno del Movimento No Ponte
di Antonio Mazzeo
Tra Scilla e Cariddi il miracolo di una rivisitazione della biblica sfida tra il piccolo Davide e il gigante Golia. Uno scontro impari, da una parte gli instancabili attivisti No Ponte che finanziano cortei e sit-in con adesivi e magliette di cotone, dall’altra i potenti fautori della realizzazione della Madre delle Grandi Opere, il Ponte sullo Stretto, faraonico e irrealizzabile progetto strapagato con ingenti risorse pubbliche. Nonostante l’infernale macchina propagandistica dei Signori del capitalismo straccione di Casa nostra, i No Ponte resistono, mordono, mobilitano, colpiscono. Così, sabato 28 agosto, tra le stradine di Torre Faro, il villaggio dove dovrebbe sorgere il pilone “siciliano” del Ponte, hanno sfilato più di tremila persone per difendere il territorio dall’ennesimo inusitato saccheggio. Un corteo colorato, allegro, propositivo e ottimista, qualità ormai rare in un’Italia sempre più povera e disarticolata dal neoliberismo e dall’autoritarismo piduista e berlusconista. Un’iniziativa che è punto di arrivo della mobilitazione estiva fatta d’incontri, dibattiti, mostre itineranti, pubblicazioni e presentazioni di libri e documenti, il frutto di una maturazione collettiva dove alla mera presa di posizione ambientalista in nome della difesa museale della bellezza dello Stretto, si è passati alle denunce dei devastanti effetti socio-economici e occupazionali e delle innumerevoli caratteristiche criminali e criminogene dell’opera di collegamento stabile Calabria-Sicilia...(continua) | Leggi tutto | 0 commenti per questo post | Commenta |
03.09.2010 Rai: Giulietti, azienda risponda a denuncia D'Amati su Beha
"Ci auguriamo che la direzione generale della Rai voglia rispondere alla clamorosa denuncia dell'avvocato D'Amati, pubblicata oggi (2 settembre, ndr) dal quotidiano "Il Fatto", in relazione al caso di Oliviero Beha. Al di là dei singoli episodi resta il rifiuto della Rai di dare esecuzione a diverse sentenze che non solo hanno accertato le discriminazioni pregresse ma hanno anche imposto alla Rai il reintegro di Beha nelle sue mansioni alla radio e alla testata sportiva. Questo non è mai avvenuto e dunque, come a Melfi, si pensa di poter disattivare le decisioni del giudice. Non si tratta solo di essere solidali con Beha ma di essere solidali con il principio di legalità". Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21 | Leggi tutto | 2 commenti per questo post | Commenta |
02.09.2010 Lettera aperta alla Città di Pisticci
Si terrà questa sera la fiaccolata nel comune di Pisticci, con partenza alle ore 19.00, organizzato dal presidio a oltranza "dal tetto dell'Ospedale di Tinchi di Pisticci (MT)"
Di seguito la lettera aperta ai cittadini di Pietro Tamburano:
Cari amici, Ho da dirvi poche cose, ma col cuore in mano. Anch’io, come tanti, sto sul tetto più alto dell’Ospedale di Tinchi da 61 giorni per impedirne la chiusura o la svendita. Dieci anni fa visitai il Sacrario di Bassano del Grappa. Sulle pareti di questo tempio trovai, tra i tantissimi nomi trascritti, quello di Rocco Iannuzziello. Tra le lacrime spontanee fui certo che quel soldato, caduto nella Prima Guerra Mondiale sul Monte Grappa, fosse di Pisticci. In nome di questo vostro concittadino, vi chiedo di aggregarvi nella pacifica lotta per impedire che si chiuda il vostro Ospedale di Tinchi. Ascoltatemi, per cortesia.
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02.09.2010 Beha allontanato dal Tg3 come gli operai di Melfi di Domenico d'Amati, Il Fatto Quotidiano 2 settembre 2010
La sorte subita da Oliviero Beha dimostra ancora una volta che spesso le vicende lavorative del giornalista assumono un interesse di portata generale perché si riflettono sulla libertà di informazione, che ha la sua prima e fondamentale garanzia nel corretto funzionamento dello Stato di diritto.
Improvvisa decisione Beha è stato destinato al Tg3 come editorialista con un ordine di servizio del direttore generale della Rai in seguito a una sentenza del Tribunale di Roma che ha condannato l’azienda a fargli svolgere le sue mansioni, delle quali era stato illegittimamente privato senza motivi di natura organizzativa, dopo alcune iniziative da lui assunte per contrastare fenomeni diffusi nel mondo. L’improvvisa decisione aziendale di non dare più esecuzione al provvedimento del direttore generale ha comportato anche l’inottemperanza all’ordine del giudice.
Qualcosa di simile a quanto verificatosi a Melfi, con l’aggravante che la Rai è un’azienda pubblica i cui responsabili sono doppiamente tenuti al rispetto della legge e del costume democratico. Si è giustamente detto che mantenendo i sindacalisti Fiat lontani dalle catene di montaggio Marchionne ha leso la loro dignità di lavoratori, che è tutelata dall’art. 41 della Costituzione. Non per nulla questa fondamentale disposizione rientra fra gli obiettivi di “riforma” enunciati da Berlusconi.
La dignità del giornalista coincide con l’esercizio del suo diritto-dovere di informare il pubblico nel rispetto della legge professionale. Nei poteri del direttore di testata non è compreso quello di bandire dal lavoro un suo collega. Il bando equivale a una sorta di censura ad personam. Se un giornalista viene meno ai suoi doveri lavorativi – e questo non è il caso – l’azienda può tutelarsi contestandogli specifici addebiti e provando la loro fondatezza. La messa al bando non è prevista né dallo Statuto dei Lavoratori né dal contratto nazionale di lavoro giornalistico. Anzi, come è stato affermato dalla Corte costituzionale, “il direttore di testata ha il fondamentale dovere di garantire che l’attività affidata alla sua direzione e responsabilità si svolga in quel clima di libertà di informazione e di critica che la legge vuole assicurare come necessario fondamento di una libera stampa”. La Cortesuprema Negare a un giornalista la tutela per lui prevista dalla legge significa spingerlo a cercare altrove impropri meccanismi protettivi. In tal modo alle regole dello Stato di diritto si sostituiscono quelle fondate sull’appartenenza. Tale modo di procedere – ha affermato la Cassazione – è lesivo della personalità dei lavoratori, “perché colpisce il loro diritto a essere valutati per le loro qualità professionali e personali, ledendo la libertà di non vincolare la propria attività all’appartenenza a questo o a quel gruppo politico e di non collocarsi in questa o in quell’area di influenza.” | Leggi tutto | 0 commenti per questo post | Commenta |
01.09.2010 La pura verità
La chiusura del mio spazio nel Tg3 domenicale delle 19 mi dispiace tantissimo: per me, per l’azienda, per i telespettatori. Ed è soprattutto per rispetto nei loro confronti che debbo precisare le circostanze della mia “espulsione”, raccontate a modo suo qui (sul Fatto Quotidiano, ndr) ieri dal Direttore, Bianca Berlinguer. Nessuna ironia, solo fatti. Per esempio non ho mai usato la parola “censura”, né in radio né altrove. Ho solo informato gli ascoltatori di Radio 24, lunedì scorso, ospitato per parlare di tifo e tessere, che la sera prima non avevo potuto cominciare i miei commenti domenicali sul campionato. Ho usato il termine “estromesso” e “non previsto”: sono fatti. Potete chiamarli come volete. Vale per il Consigliere Rai Rizzo Nervo solidale con la Berlinguer e per il Cdr che mi “accusa” di non essermi mai rivolto a loro. Ergo, direi il falso e il Direttore il vero. E invece non mi sono mai rivolto a loro perché non avevo e non avrei alcuna intenzione di aprire contenziosi, dunque non ce n’era motivo reale almeno fino a domenica scorsa.
Berlinguer afferma che avrei un contratto con il Tg3 ma del precedente direttore, Di Bella, dal luglio 2008. Sbaglia, e lo sa. È infatti sulla sua scrivania un Ordine di servizio del Direttore generale di allora che mi incarica di svolgere al Tg3 l’opera di editorialista “per sport, costume e difesa del cittadino”. Ordine di servizio chiaramente “impersonale”, susseguente a una mia querela penale per precedente omessa esecuzione di sentenze a mio favore del giudice del lavoro, archiviata proprio di fronte a quell’impegno preso dalla Rai nei miei confronti come “segno di disponibilità aziendale”. Berlinguer cita il “ricatto degli avvocati”. In realtà sta attaccando così il giudice e il Direttore generale. Sono fatti. Dice che mi presentavo in studio quando mi pareva. Non è vero. Fino a maggio scorso ero previsto la domenica e nel caso convocato per commenti immediati a fatti del giorno di carattere socio-sportivo.
Così è andata. Per i Mondiali sudafricani abbiamo concordato de visu su mia proposta di continuare ovviamente la rubrica domenicale e di seguire l’Italia e la manifestazione in generale, con la fortuna che mai, dico mai, l’orario delle partite era contemporaneo al Tg3 delle 19. Non lo sapeva, ne è rimasta contenta. Eppure il giorno dell’inaugurazione mi ha negato la presenza. Lunedì 14, debutto italiano alle 20:30, mi sono presentato in studio e sono stato cacciato. Da allora mi ha riservato di persona e al telefono solo mancanza di rispetto. Dopo l’intervento “normale” di domenica 20 sono tornato di routine domenica 27 e mi hanno respinto di nuovo, come un abusivo. Certo che da allora è tutto precipitato. Ma chi arreca danno all’immagine Rai, al “prodotto”, al rapporto con il pubblico fidelizzato in due anni ininterrotti? Io? Sicuri?
Il Fatto Quotidiano, 1 settembre 2010 | Leggi tutto | 3 commenti per questo post | Commenta |
01.09.2010 Censura a parte, sono 'selvaggina' Intervista di Stefano Zurlo Il Giornale, 1 settembre 2010
Oliviero Beha, lo Zorro della tv, prima o poi sguaina la spada. Più prima che poi, di solito. Ora il duello è con il direttore del Tg3 Bianca Berlinguer: due anni d’amore e d’accordo, un commento domenicale sul calcio, corrosivo come sa esserlo lui, infine i mondiali che travolgono la nostra nazionale, ma anche il rapporto fra l’algido direttore e il sulfureo giornalista. Che subito si stacca di dosso tutte le etichette che vorrebbero appiccicargli: «Non voglio parlare di censura».
E di che cosa parliamo? «Di selvaggina».
Selvaggina? «Sì, hai (...) capito bene, selvaggina, mi sparano sempre addosso, tutti, tutti tutti. Destra o sinistra non a fa differenza. Finisce sempre allo stesso modo, che mi cacciano» (continua)
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31.08.2010 Lettera da Oreste Flamminii Minuto Ricevo questa mail da uno dei più famosi avvocati italiani, certamente quello più attivo nell'ultimo mezzo secolo nelle cause per diffamazione nel giornalismo (storico difensore de "L'Espresso") e nel mondo del cinema.
Caro Oliviero,
da vecchio “leguleio sospettoso” scrivo questa mail premettendo subito che non credo affatto che sarai Tu a riceverla! Mi spiego.
Sono in vacanza in un piccolo paese sulle montagne d’Abruzzo, volutamente senza cellulare, guardando la televisione che, “volere o volare”, è pur sempre un medium che fornisce notizie, a volte anche meritevoli di commento. Inutile dirTi che la tua rubrica settimanale sui fatti sportivi e fenomenologia sociale mi piace molto. Scusa se scrivo “mi piace”, dovrei scrivere “mi piaceva”.
Infatti la rubrica ( e con lei la tua presenza in TV ) è sparita senza lasciare traccia e nessuna spiegazione o annuncio è stato dato dalla RAI TV. Sei sparito e basta ! E dunque penso che tu sia stato rapito.
E’ pur vero che mi dicono di aver sentito la tua voce in trasmissioni radiofoniche e di aver letto su giornali alcuni Tuoi “pezzi”. Questi fatti escluderebbero un tuo rapimento, ma -come detto- sono sospettoso e penso che un tuo sosia letterario ti abbia sostituito. Credo che chi di dovere abbia ritenuto insopportabili le tue settimanali valutazioni critiche ad alcuni personaggi italioti, titolari di poteri forti, aspiranti alla sostituzione del capocomico nazionale. Se, invece, mi sbaglio, mandami una mail con la “parola d’ordine” (inglese).
Oreste Flamminii Minuto
PS E’ possibile che chi ti tiene prigioniero Ti sottoponga a tortura. Non resistere. Dai una qualunque parola (la seconda ! o la terza!) e io saprò.
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Oggi dal Fatto Quotidiano:
No, lui no Leggi l'articolo di Oliviero Beha e la replica di Bianca Berlinguer, direttore del Tg3 | Leggi tutto | 0 commenti per questo post | Commenta |
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